Sale San Giovanni

L’antica parrocchiale di San Giovanni Battista

A Sale San Giovanni alcuni mirabili esempi di pittura medievale possono essere ammirati nell’antica pieve di San Giovanni, che custodisce variopinti affreschi duecenteschi nel catino absidale, e nella cappella di Sant’Anastasia, che si erge in una straordinaria posizione geografica.

L’antica parrocchiale di San Giovanni Battista

L’antica parrocchiale altomedievale di San Giovanni Battista, costruita con pietra arenaria locale da esperte maestranze, è il nucleo originario intorno al quale si è sviluppato il centro abitato. Questa costruzione primigenia, probabilmente risalente alla fine dell’XI o all’inizio del XII secolo, conserva ancora tracce della sua tessitura muraria originale nell’abside. Inizialmente composta da tre navate con absidi semicircolari, nel Settecento la navata di destra fu demolita per far spazio alla sagrestia. La muratura originale si riconosce oggi da blocchi di dimensioni diverse utilizzati nella parte absidale e nei fianchi.

Fino al 1380, l’edificio era ancora riconosciuto come sede parrocchiale, ma verso la fine del Cinquecento, nonostante rimanesse il principale luogo di culto della parrocchia e fosse regolarmente utilizzato per le funzioni religiose, con annesso un cimitero, i sacramenti venivano celebrati nella chiesa di San Siro, situata nel nucleo abitato accanto al castello, per comodità della popolazione. 

 

Al suo interno conserva un singolare e diversificato campionario di pittura attestabile tra il XIII e il XVII secolo. Entrando, sulla destra, i resti di un brano pittorico raffigurante i volti di due Sante in preghiera, fanno presagire la presenza di altri interventi di abbellimento pittorico due-trecentesco ad oggi scomparsi.

Il catino absidale ospita un imponente Cristo in Maestà nelle vesti del Giudizio Finale attorniato dal Tetramorfo, ovvero i simboli dei quattro Evangelisti, ai lati la Madonna e San Giovanni Battista e all’estremità destra Santa Margherita con il drago. Sull’arco trionfale è rappresentato a sinistra l’Angelo Annunciante. Un fregio multicolore ornato da motivi a filarmonica e vegetali accompagna e delimita le scene religiose.

Nelle navate, tre pannelli votivi legati a committenze private si distinguono per qualità esecutiva e rientrano pienamente nel catalogo di quelle botteghe itineranti che alla fine del Quattrocento si muovevano lungo il fiume Bormida, utilizzando modelli ancora tipicamente medievali. Sono esempi di religiosità popolare che, presentati incorniciati, a livello del campo visivo dell’osservatore, a grandezze reali, suggellavano il legame con il committente.

Nel secondo pilastro a sinistra spicca la figura San Sebastiano in vesti cortesi, con una folta chioma bionda e un cumulo di frecce che alludono al suo martirio. Nel pilastro successivo si trova San Secondo con il modellino della città di Asti di cui è protettore, mentre sul lato opposto della navata, nel primo pilastro, è collocata una notevole Madonna con il Bambino, in parte danneggiata.

La cappella di Sant’Anastasia

La cappella di Sant’Anastasia, nota localmente anche come Sant’Anna, sorge in una posizione geografica straordinaria, isolata dal nucleo abitato e posta sulla sommità di un crinale. Questa cappella era una dipendenza del monastero benedettino di San Stefano Belbo o San Benedetto, a partire dal 1050. Si trovano riferimenti storici che indicano nel paese di Sale la presenza di proprietà nell’atto di fondazione dell’abbazia di Santa Maria di Castiglione e, a partire dal 1281, quattro poderi tra Priero e Sale furono ceduti dal priore al Marchese di Ceva in cambio della corresponsione annua di due pietre di mulino estratte dalla “mollaria sallarum” e consegnate proprio presso l’antica chiesa di Sant’Anastasia.

La cappella di San Sebastiano

Poco distante, una piccola cappella tardomedievale all’accesso del nucleo cittadino doveva proteggere gli abitanti dalla peste: è intitolata a San Sebastiano, santo invocato a protezione delle epidemie. L’edificio si presenta come una semplice aula quadrangolare, senza l’abside, con i segni visibili di un antico portico annesso al lato meridionale ormai tamponato. In origine si trovava un altare addossato al lato settentrionale (l’orientamento della cappella risulta essere in maniera inconsueta nord / sud). La cappella porta i segni di ripetute modifiche: come mostra anche l’andamento degli affreschi, il piano del pavimento interno è stato rialzato (quello originale si trova a meno due metri, dove si vedono anche tracce della zoccolatura dipinta), per poter raggiungere la strada, e il soffitto fu rialzato ancora successivamente, probabilmente nel corso del XIX secolo.

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